La struttura nel suo insieme è costituita da un cortile centrale al quale si affacciano le varie stanze che lo circondano e dal quale si accede direttamente alla strada. Queste tipologie di edifici non sono rare nei centri storici dei piccoli paesi dell’isola. Dal punto di vista strutturale infatti le case a corte hanno origini molto antiche e trovano espressione nel modo di abitare e di vivere dei sardi.
Le abitazioni dovevano essere funzionali al lavoro e alle esigenze domestiche dei propri abitanti, erano luogo di incontro e di vita comune. Pur risultando nascoste dalla presenza di grandi portali in legno, in modo da non far trasparire nulla all’esterno, al loro interno vi erano spesso grandi spazi dove si svolgeva la vita quotidiana di diverse famiglie. Il cortile era quindi lo spazio principale dove si svolgevano la maggior parte delle attività soprattutto della massaie come filare la lana, tessere tappeti, setacciatura della farina. Era anche riparo per i buoi e il carro da loro trainato, per i vari arnesi e utensili da lavoro usati dal contadino, la provvista della legna per l’inverno.
Dal cortile si accedeva a tutti gli ambienti della casa a corte come il pagliaio che mai mancava, la stalla per dare ricovero agli animali, il magazzino per le botti del vino, un locale dove mettere le provviste del formaggio, grano, olio, frutta e verdura. Solitamente solo una stanza era adibita a cucina, con il caminetto e il forno per fare il pane Carasau, un’altra stanza era la camera da letto. Man mano che il fabbisogno cresceva, per la nascita dei figli, e dopo per il loro matrimonio o anche per l’ingrandimento dell’attività lavorativa, venivano realizzate altre stanze e raramente sopraelevate le esistenti.
Con il passare degli anni e con il diversificarsi delle attività lavorative degli abitanti questo tipo di abitazioni sono andate scomparendo, sebbene in alcuni centri storici le ritroviamo ancora, con altre funzioni o, purtroppo, lasciate al loro naturale decadimento.
Sa corte Antica nata probabilmente nel XVIII secolo, mostra ancora oggi la sua struttura originaria.
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